vendredi 29 juin 2007

KAGAME, VERO RESPONSABILE DELL’ ATTENTATO CHE SCATENO IL GENOCIDIO RUANDESE


Chi ha sparato contro l’aereo che portava il presidente ruandese Habyarimana il 6 aprile 1994 ? la risposta a questa domanda va al di sopra di ogni inchiesta giudiziaria poiché l’attentato, che costò la vita al presidente ruandese, al suo omologo burundese, a vari ministri e ad un equipaggio francese, fu l’elemento che scatenò il primo genocidio in territorio africano.

Questa vicenda è caduta cosi nell’oscurità a causa di una mancata volontà politica sia dalle nazioni unite che dal governo ruandese fino a quando nel marzo 1998 i parenti di una delle vittime, un pilota francese, decidono di sporgere una denuncia ; è stato cosi affidato il caso al giudice francese antiterrorista Jean-Louis Bruguière; Dal risultato della sua inchiesta emerge una verità sconcertante: l’attentato fu progettato dall’attuale presidente del Ruanda Kagame, allora capo dei ribelli FPR(front patriotique rwandais).

A prova di quanto detto sono rilevanti le testimonianze degli ex-collaboratori del presidente Kagame; si evidenzia inoltre che i missili utilizzati nell’attentato erano quelli forniti dall’ex unione sovietica all’Uganda, allora sostenitore dell’FPR.

Il giudice ha emesso 9 mandati d’arresto internazionali contro gli stretti collaboratori di Kagame, quest’ultimo essendo presidente in carica, non può essere perseguito dalla giustizia francese.

È facile pensare che dietro queste accuse, ci sia una motivazione politica del governo francese visto l’ostilità nei confronti dell’FPR e il sostegno per gli estremisti hutu responsabili di aver commesso tanti massacri, però c’è da ricordare che è in corso un’altra denuncia presso la giustizia spagnola sporto dal Forum internazionale per la verità e la giustizia nei grandi laghi insieme al premio Nobel Adolfo Perez Esquivel e la deputata afro americana Cynthia McKinney; anche in questo caso le testimonianze e le prove trovate mettono in evidenza la responsabilità dell’alta gerarchia politico-militare dell’FPR nell’organizzazione dei massacri selettivi e sistematici di cui sono stati vittime i spagnoli, i congolesi e i ruandesi nel periodo 1990-2002.

Sé quest’accusa dovesse essere vera, allora la storia dovrà essere riscritta, ma per ciò ci vorrà una concreta volontà dalla parte della comunità internazionale di mettere in luce tutta la verità sulla crisi ruandese; e solo allora il popolo ruandese potrà sperare di riconciliarsi.